Sapete come si comportano le società di recupero crediti?, bene o male a volte ritornano
Di inrosso 3 giugno, 2009, 9:00 am
Sono pervenute diverse domande sull’argomento recupero crediti come la seguente:
Per seri motivi 15 anni fa non ho pagato un finanziamento adesso mi ha telefonato un recupero credito chiedendomi il pagamento altrimenti mi segnalano al cai lo possono fare? essendo stato segnalato già all’epoca?
Con questo post non vogliamo giudicare l’operato di alcune società di recupero crediti, ma purtroppo a volte ci troviamo di fronte a tali comportamenti non proprio corretti, in riferimento al caso sopra citato è evidente la scorrettezza adottata (le uniche società che possono segnalare i nominativi alla CAI sono gli Istituti di Credito e Finanziarie).
Cogliamo comunque l’opportunità per descrivere a sommi capi quale deve essere il ruolo delle società di recupero crediti ed i loro compiti.
Purtroppo può capitare che un debitore non riesca a rimborsare il finanziamento ricevuto, e si trova nel timore di affrontare una situazione debitoria a suo carico da cui non sa uscire. In questi casi dopo un primo intervento dell’istituto erogatore del prestito il soggetto verrà probabilmente contattato da una società di recupero crediti, che si occuperà della riscossione. Cercheremo dunque di affrontare la tematica legata all’attività di esazione da parte delle società di recupero crediti ed in particolare descrivere cosa accade quando il debitore non riesce ad onorare i contratti di prestiti appartenenti alla categoria del credito al consumo.
Le Finanziarie ogni volta che devono affrontare situazioni di insolvenza da parte dei loro clienti, oltre a segnalarli alle liste dei cattivi pagatori (sistemi di informazioni creditizie), attivano la pratica del recupero del credito dato in prestito. Alcune Banche e Finanziarie inizialmente cercano di contattare direttamente i loro clienti insolventi mediante telefonate e lettere al fine di metterli a conoscenza dei pagamenti non pervenuti e soprattutto per comprendere se il mancato pagamento è un problema di natura tecnica (es. bonifico errato) o soggettivo (es. difficoltà economica del cliente). Una volta effettuate le dovute verifiche e tentativi di ricevere i pagamenti da parte dell’istituto, se questi risultano vani, essi si adoperano nella cessione dei loro crediti alle società di recupero crediti, mediante interventi di factoring.
Le società di recupero credito si dividono essenzialmente tra quelle non associate e quelle invece aderenti all”Unirec.
L’UNIREC è l’Unione Nazionale delle Imprese di Recupero gestione e informazioni del credito; Essa aderisce a Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici ed è membro di Fenca. Avvalersi di imprese associate ad Unirec è sinonimo di professionalità e trasparenza, infatti le società aderenti possono vantare accordi con studi legali associati, agenzie di investigazione nonché contare sulla continua formazione del personale per quanto riguarda l’attività di esazione. A grandi linee per far comprendere l’effettiva differenza tra l’operato delle società di recupero crediti aderenti all’Unirec e non, consigliamo la visione di questi interessanti video tratti dalla trasmissione Mi Manda Rai Tre.
Ritornando alla mera attività del recupero credito, abbiamo accennato che le società operanti in tali settori comprano il credito dalle finanziarie, va poi aggiunto che l’affare si conclude a prezzi molto convenienti per le società di recupero crediti, difatti per esempio di fronte ad un debito derivante da un prestito non onorato di 15.000 euro, questo credito viene generalmente comprato ad un cifra intorno ai 1000 euro (supponiamo tali cifre come ipotetiche ma nella realtà si è molto vicini a tali importi). A questo punto la società di recupero credito una volta acquisito il credito cercherà di contattare il debitore moroso mediante comunicazioni bonarie (contatti telefonici, email o fax) al fine di ottenere la regolazione del contenzioso mediante un accordo stragiudiziale, con il beneficio di stralcio (riduzione del debito contratto) e mediante un piano di rimborso (ammortamento) a vantaggio del cliente moroso. Se da tale attività il riscontro è negativo, alcune società di recupero crediti proseguono con la cosiddetta esazione diretta, cioè il contatto diretto presso il domicilio del cliente da parte degli agenti recupero crediti al fine di interloquire direttamente e cercare di trovare la migliore soluzione per tutti.
Se anche questi tentativi risultassero vani, le società di recupero crediti possono inviare (ed inviano) una lettera A/R dal quale si invita il cliente a saldare il tutto entro una data prestabilita (messa in mora), se ciò non avvenisse, nella lettera si viene informati che trascorso il periodo verrà intentata un’azione legale nei suoi confronti.
A seguito di tale comunicazione il debitore potrà decidere se pagare o meno, se non paga le possibilità per le società di recupero crediti sono essenzialmente due: verificare e valutare la convenienza di un’azione giudiziale nei confronti del debitore; cedere a terze società il credito acquistato in precedenza.
Capita sovente che a seguito di tali comunicazioni da parte delle società di recupero crediti, molti debitori accettino le soluzioni proposte da tali società al fine di sanare la propria posizione, generalmente si tratta di persone che o per un motivo o un altro si sono visti costretti ad non onorare i propri debiti (tra cui i finanziamenti accesi), ed una volta ristabilita la propria posizione economica vogliono regolarizzare il tutto. Anche perché consci del fatto che essere iscritti alle liste dei cattivi pagatori comporta la negazione di ulteriori fidi, pertanto chi per esempio vuole ottenere un mutuo per comprare la casa dovrà necessariamente saldare i debiti intercorsi in precedenza e mai sanati.
Nel caso in cui il debitore non recepisca tali comunicazioni o non possa o non voglia saldare i propri debiti e decidesse pertanto di non dare ascolto alle soluzioni proposte dalle società di recupero crediti, la società di recupero crediti ( tenuto conto che le comunicazioni amichevoli non hanno fruttato i sperati successi e che non è conveniente magari iniziare un’azione giudiziale contro questi insolventi perché la spesa non vale l’impresa) potrebbe decidere a sua volta di cedere il credito ad altre società di recupero crediti.
Ovvio che il credito comprato dalla prima società di recupero credito al prezzo come detto ipotetico di 1000 euro viene ceduto questa volta ad un prezzo ancora inferiore.
Qui ci soffermiamo e analizziamo il come vengono venduti questi crediti, leggendo questo articolo è logico pensare che la prima società di recupero crediti che aveva comprato inizialmente il finanziamento a 1000 euro e poi ceduto ad una cifra inferiore ha una perdita dovuta al mancato recupero, ma non è proprio così. Infatti e bene sapere che le società di recupero crediti quando acquistano i crediti andati in sofferenza lo fanno mediante operazioni di factoring , sta a significare che quando si cedono i finanziamenti andati in sofferenza non è una sola pratica ad essere venduta ma saranno cedute diverse pratiche in un’unica soluzione, quindi in una sola operazione di factoring possono essere ceduti crediti molto vantaggiosi per le società di recupero crediti ma anche crediti poco convenienti. Quindi visto le casistiche è sovente che molte pratiche andranno in porto a favore di queste società perché molti creditori decideranno di sanare la propria posizione.
Generalmente è sufficiente che pochi creditori decidono di saldare la propria posizione creditoria per permettere alla società di recupero credito di rientrano delle spese e andando a guadagnare anche in presenza di pratiche ancora rimaste insolute.
Tecnicamente chi decide di sanare la propria posizione, accordandosi con le società di recupero crediti e saldato il tutto, potrà ricevere da quest’ultima la cosiddetta “liberatoria“, un documento da utilizzare per chiedere alle società di informazione creditizia di aggiornare o cancellare il proprio stato dalle liste dei cattivi pagatori, al fine di non incontrare problemi futuri nell’ottenimento di altri prestiti o finanziamenti.
E’ consigliabile a questo punto per chi si ritrovasse nella situazione di dover sanare la propria posizione di verificare prima di tutto che la nuova società che ha acquisito il credito sofferente sia una società aderente all’Unirec o meno. Se si tratta della seconda forse si ha il tempo di rientrare dei propri debiti mediante delle soluzioni vantaggiose anche per cliente, mentre se la società che ha acquisito il credito è una società Unirec le speranze di vedersi scontare il debito diminuiscono in quanto queste società sono molto organizzate e competenti nel loro lavoro, mediante accordi specializzati con studi legali investigativi e formazione professionale, possono “permettersi” di procedere in via giudiziale anche per i piccoli prestiti.
Le società aderenti all’Unirec difficilmente concedono soluzioni a stralcio (sconto sul debito da restituire), forse di fronte a comprovata difficoltà economica possono rinunciare agli interessi legali maturati ma nulla più, in effetti non concedono sconti sul rilascio delle liberatorie.
Invece discorso diverso se ci troviamo di fronte alle società non aderenti Unirec, è sempre possibile mettersi in contatto con tali società e magari suggerire di prima persona la soluzione migliore per il rientro del debito, può capitare che la soluzione proposta possa essere accettata di buon grado.
Occorre ricordare che di fronte alla promessa di stralcio e del piano di ammortamento pattuito per il recupero del debito è consigliabile inserire nell’accordo la clausola sull’obbligo di concedere la liberatoria al fine del pagamento.
In questo post abbiamo parlato di debiti derivante da un prestito rateale andato in sofferenza, discorso diverso invece è quando si parla di debiti cosiddetti iscritti a ruolo, che riguardano cartelle esattoriali vantate dallo stato o amministrazioni equipollenti, dove il lavoro del recupero credito è svolto dalla Equitalia. I debiti in questo caso sono di origine erariale (imposta dovute, evase o multe).


marco grillotti
27 luglio 2009 21:31
buonasera a tutti,per vari motivi e problemi sono entrato nella lista cattivi pagatori o forse più,dopo una convivenza sbagliata e casini correlati i passi sono stati più lunghi della gamba ,più volte avv. dai vari ist. cred.ho sempre rinviato ..poi poi…li pago3 traslocchi alle spalle che varie poste perse o dimenticate,….ho incrementato e inclinato la mia pos.più volte avv. dalla mia banca (che mi ha erogato il mutuo) di far fronte a questo problema, mi interessai e scoprì che ormai avevo il bollino nero niente prestiti personali ormai soffro di incagliamenti .Adesso vorrei saldare il tutto ma non sò come fare ad uscire i soldi perchè prest. non me li fanno???? aiuto il mio mutuo è regolare e lo pago da 4 anni 1.082.00 al mese più che regolare oltre tutto ho pagato una macchina e un’altro aquisto tramite rid. bancario e tutto è andato a buon fine ma adesso il peggio è uscito con solleciti vari… come posso fare????aiutetemi per favore adesso sono una persona regolare per i pagamenti…lavoreo da 18 presso azienda ospedaliera…LE CAMBIALI secondo voi vanno bene??per la cifra di 10.000.00euro!!!come posso fare ? Buonasera spero in un vostro aiuto o consiglio
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paolo
10 ottobre 2010 01:35
non posso piu pagare un mutuo di 300000 euro e la banca mi a segnalato al crai o altri finaziamenti che sto pagando regolarmente vale la pena pagarli? visto che gia’sono scritto al crai e il mutuo non lo posso pagare a vita
pupetta
8 novembre 2011 12:49
in pratica un anno fa o meno ho acquistato un pc e lo pres a rate dovevo pagare le ultime ter ma sono stato licenziato.. e nn ho potuto pagare le rate ma sono solo tre rate piccole e oggi m i ha chiamato il recupero crediti dicendo che oggi ci dobbiamo vedere ma cosa fanno esattamente quando vengono a casa?
sergio
14 novembre 2011 06:47
buongiorno
nel 1997 ho fatto un finanziamento con cessione del quinto in busta paga, quando ho terminato il mio rapporto di lavoro ero convinto che come da contratto di finanziamento mi sarebbe stato trattenuto l’importo residuo dal tfr adesso mi e’ arrivata un ‘ingiunzione di pagamento tramite cessioneb di un quinto a fronte di quel finanziamento e’ possibile?
romina
19 dicembre 2011 20:53
io sono 4 anni che pago regolarmente la compas 270 al mese mi ècapitato di avere problemi e pagare in ritardo la rata di 10 giorni e sapete quanto mi ha chiesto e mi chiede la compas di pagare ogni mese 355 euro per gli interessi sil ritardo noooo nn è possibile io ho smesso di pagare nn ce la posso fare ma cosa mi consigliate voi?