L’assicurazione rischio morte compresa nella rata può comportare problemi nella surroga?
Di inrosso 16 maggio, 2009, 7:44 am
Avrei il seguente quesito da porre:
E’ mia intenzione surrogare il mutuo da San Paolo Intesa a Ingdirect. Poiche’ la rata mensile che verso per tale mutuo comprende anche la classica assicurazione per l’eventuale decesso del titolare del mutuo ( la
sottoscritta, tocco ferro ….), volevo sapere se e’ possibile comunque surrogare tale
mutuo o se la presenza di tale assicurazione puo’ rappresentare un impedimento.


CREDITWEB.IT
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16 maggio 2009 07:53
Assolutamente si…
Si può tranquillamente surrogare un mutuo anche in presenza di ssicurazione.
Sicura di volerlo surrogare con Ing?
hanno delle procedure molto ma molto lunghe!!!
Carbone Umberto
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16 maggio 2009 08:24
Assolutamente no ( nel senso che non c’è nessun problema), anzi lei dovrà richiedere all’Intesa San Paolo anche la disdetta dell’assicurazione insieme alla anticipata estinzione del mutuo con i relativi conteggi.
Saluti
Michela
18 maggio 2009 19:46
La surroga si basa sul debito residuo quindi il muovo mutuo dovrà
essere dello stesso importo del debito residuo del precedente.
La presenza di una assicurazione vita è una garanzia per lei, lasciando liberi i suoi eredi da eventuali debiti e per la banca che si assicura il rimborso del debito. Se decide di non estinguere tale assicurazione dovrà cambiare il beneficiario dalla vecchia banca alla nuova, si informi però prima leggengo le clausole del contratto di assicurazione se ciò è possibile(quasi sempre avviene estinzione mutuo e assicurazione) e
se ingdirect acconsente. La nuova banca potrebbe proporle una “sua” assicurazione vita e quindi proporle un cambio. Valuti la convenienza.
Simona
18 maggio 2009 19:49
Ho contattato la mia banca per sondare il terreno
“rinegoziazione” .
La cosa e’ ovviamente possibile , mi disturba non poco il dover sborsare 1200
euro di Notaio poiche’ verrebbe alienato il vecchio mutuo e di fatto acceso uno
nuovo.
L’intervento del Notaio e’ obbligatorio/necessario ? Vi chiedo cio’ poiche’
da qualche parte , non ricordo dove , mi pareva di aver letto che in caso di
rinegoziazione con la propria Banca , non sussistevano spese notarili . A
parte cercare di farsi pagare dalla Banca le spese notarili magari con la
“minaccia” di abbandornarli e surrogare con altri , avete qualche consiglio/
parere a riguardo ?
Grazie 1000
Michela
18 maggio 2009 19:57
Simona ecco qualche riferimento normativo:
La convenzione MEF ABI sulla rinegozziazione dei mutui a tasso variavile per l’abitazione principale dice art. 6 comm. 3
“Le operazioni di rinegoziazione dei mutui e di portabilità sono esenti da imposte e tasse di qualsiasi genere. La clientela interessata non sostiene alcun costo amministrativo, ivi incluse commissioni bancarie, conseguenti alle operazioni di rinegoziazione e per tutta la durata residua del mutuo, anche sulle eventuali rate aggiuntive finali. La clientela interessata non sostiene altresì costi notarili, ove mai necessario l’intervento del notaio.”
attenzione però è una convenzione che si applica alle banche aderenti;
mentre l’art. 7 comma 7 del d.l. 7/2007 bersani-bis convertito in legge 40/2007 afferma
“In ogni caso le banche non possono rifiutare la rinegoziazione dei contratti di mutuo stipulati prima della data di entrata in vigore del presente decreto, nei casi in cui il debitore proponga la riduzione dell’importo della penale entro i limiti stabiliti ai sensi dei commi 5 e 6″;
Ma soprattutto l’art.8 dello stesso decreto legge,successivamente integrato all’art. 2, comma 450, lettera b) della Legge Finanaziaria del 2008 , Legge n. 244/2007 dice
“all’articolo 8, comma 3, e` aggiunto,in fine, il seguente periodo: «Resta salva la possibilita` del creditore originario e del debitore di pattuire la variazione, senza spese,delle condizioni del contratto di mutuo in essere, mediante scrittura privata anche non autenticata»”
é dunque facoltà dell’istituto di credito erogante pattuire variazioni del mutuo in
essere anche con scrittura non autenticata quindi non necessita la presenza di notaio.
Fai attenzione però noi stiamo parlando di rinegoziazione, mentre da come hai posto la domanda mi sembra che tu la stia confondendo con la sostituzione. La rinegoziazione porta ad effettuare delle variazioni sul contratto di mutuo in essere che non viene estinto, mentre con la sostituzione hai l’estinzione del precedente mutuo e l’accensione di uno nuovo e lì i costi si fanno sentire.
Se hai ancora qualche dubbio ti consiglio la lettura delle Guide sui mutui di InRosso.com
Simona
18 maggio 2009 20:00
Chiedo scusa ma ad integrazione di quanto richiesto , ho omesso di dirvi che
ho richiesto la rinegoziazione del mio mutuo a tasso fisso verso uno a tasso
variabile.
La mia banca mi comunica che al momento non esiste un plafond per
rinegoziare da fisso verso variabile ma solo viceversa .
Da qui la necessita’ di spegnere il vecchio mutuo con conseguente accensione
di uno nuovo , atto notarile al “seguito” .
Grazie e cordialissimi saluti
Michela
18 maggio 2009 20:14
Prendendo atto di questa tua precisazione ti informo che la convenzione ABI
effettivamente riguarda la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile mentre il decreto Bersani-bis non specifica, quindi la rinegoziazione a costo zero è da intendersi possibile sia per i mutui a tasso fisso che variabile. Prova a far presente all’operatore della tua banca tale normativa.