Previsioni al ribasso tasso euribor per anno 2009
Di inrosso 5 febbraio, 2009, 10:09 pm
L’andamento dei tassi Euribor degli ultimi 12 mesi ha dell’incredibile; durante la prima metà del 2008 la tendenza era stata decisamente al rialzo, a causa sia dell’aumento del prezzo delle materie prime, sia della crisi del settore bancario che aveva aumentato il costo di finanziamento del mercato interbancario.
Successivamente, a partire dall’autunno, è iniziata una discesa pressoché in linea retta, che sta portando i livelli dell’Euribor vicino ai minimi del periodo 2004-2005 (vedi grafico sotto).

Parliamo oggi di due tematiche fondamentali legate ai tassi Euribor:
- Il loro livello assoluto.
- differenza con i tassi ufficiali di riferimento della BCE.
Relativamente al livello assoluto verso il quale potrebbero tendere i tassi Euribor, non è facile effettuare delle ipotesi. Certamente, dal ritmo rapido e costante con la quale i livelli stanno scendendo non sembra essere imminente un assestamento.
I tassi quindi dovrebbero continuare a scendere per almeno ancora alcune settimane, raggiungendo entro il mese di marzo il primo chiaro obiettivo del 2%, che rappresenta i livelli minimi raggiunti in precedenza dai tassi in Europa.
In un’altra ottica, un possibile termine di paragone possono essere i livelli dei tassi trimestrali in altri paesi. A questo proposito, i livelli di Stati Uniti e Gran Bretagna sono inferiori: 1.25% e 2,25% rispettivamente.
Resta evidente il fatto che non necessariamente i tassi dell’area Euro dovranno per forza convergere con quelli statunitensi o britannici, tuttavia non è nemmeno escluso che ciò possa avvenire, dato l’altissimo grado di correlazione delle economie e dei sistemi bancari.
In conclusione, i tassi Euribor dell’area Euro sono a nostro parere destinati a scendere a livelli molto vicino al 2%; successivamente, solo se la crisi economica sarà molto profonda, è possibile che si scenda al di sotto di questa soglia avvicinandosi ai livelli di tasso statunitensi. Tra qualche settimana quindi, la discesa dei tassi Euribor potrebbe concludersi almeno temporaneamente.
Passiamo ora ad analizzare la differenza tra i tassi Euribor e i tassi di riferimento della BCE. Questo valore è importante perché consente da un lato di valutare lo stato di fiducia del sistema bancario (minore è il differenziale maggiore è il livello di fiducia), dall’altro di verificare le aspettative sulle future mosse della BCE (minore è i differenziali maggiori sono le aspettative di ribasso dei tassi di riferimento).
Come mostra il grafico sotto, il differenziale si è progressivamente ridotto dai massimi di oltre un punto percentuale di settembre – ottobre, segno da un lato che, nonostante le continue notizie negative sul settore bancario, il livello di sfiducia (almeno per quanto riguarda il mercato interbancario dei depositi) sembra diminuito, dall’altro che il mercato potrebbe anticipare un ulteriore taglio dei tassi di riferimento da parte della BCE entro i prossimi tre mesi.



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6 febbraio 2009 22:50
L’abbassamento dei tassi di interesse, rende sostanzialmente inutile la previsione del Governo di fissare, per l’anno 2009, il massimo del 4%, quale tasso di interesse a carico del mutuatario con l’eventuale differenza in più a carico dello Stato.
Ad avviso di Adiconsum due sono le possibili proposte per “sfruttare” a favore dei mutuatari, la positiva congiuntura dovuta alla riduzione dei tassi Euribor e Bce:
1. applicare un tasso massimo anche ai mutui a tasso fisso, attualmente esclusi dalla legge in discussione;
2. abbassare dal 4 al 3% il tetto massimo a carico del mutuatario per i mutui a tasso variabile.
Le soluzioni prospettate avrebbero un costo contenuto a carico dello Stato e raggiungerebbero anche l’obiettivo che si è posto il Governo.
Qualunque soluzione trovata sarà comunque vanificata nel caso prosegua la corsa al rialzo dello spread da parte delle banche, su cui, peraltro, Adiconsum ha già chiesto l’intervento della Banca d’Italia e del Ministero dell’Economia.
Ad avviso di Adiconsum, è ormai improcrastinabile anche un intervento dell’Antitrust per verificare eventuali accordi di cartello fra le banche sullo spread.