Pubblicità Prestiti: Occhio al TAEG!
Di inrosso 16 gennaio, 2012, 4:39 pm
Può succedere che le banche per allettare la propria clientela fanno ricorso a tecniche di marketing aggressive ai limiti della trasparenza. A volte questi limiti vengono varcati, ecco che possiamo imbatterci in pubblicità in cui mancano “elementi indispensabili” che permettono al consumatore di valutarne la bontà delle proposte o di vedere veri errori tipo sbaglio dei tassi.
Giusto per rimanere in tema prendiamo ad esempio quando si parla di prestito a tasso zero: Il tasso zero, in questi casi, è senza dubbio riferito al TAN e non al TAEG (conosciuto anche come ISC indicatore sintetico di costo). Ribadiamo che il TAEG è l’indicatore finale, valutato in percentuale, che comprende la totalità delle voci di spesa di un finanziamento. Ciò significa che seppur il TAN è a zero, il TAEG non sarà altrettanto ma avrà per forza un valore superiore allo zero.
Addirittura è capitato che il TAEG non è riportato nelle pubblicità di un prestito seppur previsto per legge. L’assenza di tale indicatore non permette al consumatore di conoscere e soprattutto di calcolare il costo finale del finanziamento; Le disposizioni in materia di trasparenza bancaria, ordinano che gli annunci pubblicitari divulgati su qualsiasi mezzo (internet, radio, tv ecc.), devono sottolineare la loro origine propagandistica e devono obbligatoriamente contenere le seguenti voci:
- come l’utente possa informarsi sui relativi fogli informativi;
- Il TAEG;
- Tasso interesse utilizzato
- Se importo delle rate è determinabile deve essere specificata la loro entità e il totale costo del finanziamento.
- Indicato la durata della promozione.
Rimane il fatto che conoscere il TAEG è il modo più diretto per paragonare le varie offerte di prestito.

