Social Lending, prestito tra privati, prestiti Peer to Peer (P2P), prestiti da pari a pari, cosa sono?

Di inrosso 14 agosto, 2009, 12:13 pm

Social lending, prestito sociale, prestiti Peer to Peer (P2P), prestiti da pari a pari, prestiti people-2-people, prestito tra privati, sono tutti sinonimi che individuano un fenomeno di origine anglosassone che si sta fortemente diffondendo anche in Italia.

Esso non è altro che un prestito fatto da un privato verso un altro privato utilizzando internet a titolo di prestito personale e senza intermediari istituzionali. L’utente comodamente da casa, ufficio, o qualsiasi altra postazione collegata alla rete potrà accedere ad una delle comunità virtuali di prestatori che si sono formate: Zopa, Boober, Kasbia.

L’Inglese Zopa, l’italiana Boober (avente origine dall’Olandese  Boober International) controllata da Gennaio dalla Centax S.P.A. famiglia Maffeis e l’altrettanto Italiana Kasbìa della Bellis S.P.A. sono le società che in Italia controllano questa nicchia di mercato ponendosi come facilatori dello scambio tra chi è alla ricerca di un prestito a buone condizioni e chi ha dei risparmi della liquidità da poter mettere a disposizione in cambio di allettanti rendimenti.

Boober.it è il primo portale del prestito sociale in Italia, è nato infatti nel Novembre 2007, contemporaneamente o poco più recente è la versione italiana di Zopa, gennaio 2008, ma che dopo appena un anno dall’apertura si è posizionato al terzo posto del podio del social lending europeo dietro all’inglese Zopa (online da marzo 2005) e alla seconda classificata la Tedesca Smava (Aprile 2007).

L’abbassamento dei tassi e i ribassi di borsa, la ristrizione nella concessione di finanziamenti da parte delle banche e la difficoltà di accedere al credito, la necessità di trovare forme di investimento alternative, la diffusione tramite passa parola di questa nuova forma di accesso al credito, hanno fatto si che anche in Italia avvennisse il boom del Social Lending.

Zopa e Boober sono attualmente le principali piattaforme online di domanda e offerta di prestiti tra privati in Italia e  hanno assistito nei primi mesi del 2009 ad una notevole crescita di iscritti e di prestiti erogati: Zopa a febbraio ha registrato più di 500 mila euro di prestiti erogati nella propria piattaforma, e conta circa 35.000 iscritti più di 5.300.000 euro di prestiti erogati; anche per Boober c’è stata una notevole impennata con l’incremonto di iscrizioni del 60% nei primi tre mesi del 2009 ed una crescita di prestiti erogati del 30%.

Tra i motivi del successo del prestito sociale vi è sicuramente l’applicazione di TAEG notevolmente vantaggiosi, basti pensare il TAEG applicato alle classi con migliori rischi di credito è il 6% contro un tasso bancario dei prestiti personali che si aggira mediamente all’11,5%, più di 5 punti percentuali fanno nettamente la differenza che insieme ai bassi costi di intermediazione e all’anonimato con cui si svolge l’operazione, rendono questo canale una valida alternativa al prestito concesso dalle banche.

L’accesso a questa tipologia di prestito è semplice e veloce, vediamo come funziona: occorre registrarsi ad una delle piattaforme dedicate, decidere il ruolo che si vuole ricoprire vale a dire se prestare denaro o richiedere un prestito, inviare una serie di documentazione (fima del documento di adesione, copia dui un documento di identità, copia dell’ultima busta paga, copia dell’ultimo estratto conto), ad ogno prestatore viene assegnato un indicatore di rischio un rating (viene dunque classificato come più o meno rischioso), con Boober il richiedente può decidere tutte le condizione del prestito che vuole ottenere (importo durata e tasso del finanziamento) e pubblicarle online la propria domanda che resterà attiva per circa 15 giorni in attesa che ci siano prestatori interessati, per Zopa invece il richiedente inserendo la domanda riceve istantaneamente un credit scoring e gli viene assegnata una categoria di rischio e sa subito il tasso che andrà a pagare in base alle offerte presenti sulla piattaforma se non è appetibile può riprovare il giorno successivo, il prestatore fa dall’altro lato la sua offerta scegliendo la categoria d’utente appartenente ad una determinata classe di rischio scegliendo il tasso di interesse e la durata. Si scatenano così su questi marketplace una serie di domande ed offerte che si rincorrono ed adeguano continuamento in un’asta tra privati fino al raggiungimento di uno scambio equo ed intelligente che soddisfi sia il prestatore che il richiedente. La differenza sostanziale fra il funzionamento di Boober e Zopa è che con Boober il richiedente pubblica la sua domanda ed è il prestatore a sceglie chi finanaziare, mentre con Zopa il prestatore rende nota la sua offerta e il richiedente può scegliere fra le offerte presenti, visualizzerà infatti immediatamente e automaticamente le offerte presenti.

L’importo del prestito richiedibile va da un minimo di 1.500 euro a un massimo di 15.000 euro per Zopa mentre per Boober si va da 2.000 a 10.000 euro. L’ammontare massimo che invece puo essere prestato è di 50.000 euro.

Al fine di tutelare il prestatore oltre ad identificare la classe di richio del richiedente e dovuti controlli sulle identità e la consultazione delle centrali di rischio e i vari data base pubblici e private, le somme messe a disposizione vengono frazionate in piccole quote destinate a N utenti in modo da diversificare il rischio, l’eventuale inadempienza di un singolo richiedente non andrà cosi a gravare troppo sul prestatore. Zopa applica inoltre un tasso cuscinetto vale a dire se il prestatore è disposto a dare denaro al 6% il prestito viene concesso al 9 % in modo che se ci sono richiedenti insolventi l’interesse pagato in più dagl’altri riesce a coprire l’investimento desiderato e mette a disposizione una serie di assicurazioni per i richiedenti per disoccupazione morte e per incapacità, Boober invece gantisce fino al 15% della quota capitale iniziale e punta ad una maggior personificazione del rapporto tra prestatore e richiedente mettendoli in contatto diretto. Infine si passa al pronto intervento di società di recupero credito. A facilitare invece il controllo sulle somme offerte vi è oltre all’individuazione del soggetto erogatore anche la trasparenza delle operazioni che avvengono tramite bonifico e RID.

Tali piattaforme puntano ad un prestito tra privati sicuro e acquisiscono credibilità grazie alla loro capacità di filtrare il rischio.

I costi che gli utenti sostengono sono relativi a costi di iscrizioni, commissioni applicate ai richiedenti, commissioni applicate ai prestatori, aventuale assicurazioni sottoscritte.

 Anche se con la ristrizione del credito si è assistito ad una esplosione di questo canale va pur detto che non va a sostituirsi al canale di accesso tradizionale ai finanziamenti concessi da banche ed intermediari finanziari che rimane la principale fonte di erogazione di prestiti personali, va poi anche chiarito che il social lending non è un raccoglitore di soggetti ad alto rischio che non riuscendo ad ottenere prestiti dalle banche si rivolgono come ultima spiaggia ai privati, come visto proprio come avviene per le banche il richiedente dovrà documentare la propria capacità reddituale e verranno fatte accurate ricerche sulla sua identità e storia finanziaria e verrà classificato sulla base delle suo grado di solvibilità, un richiedente ad alto rischio non potrà dunque accedere neppure a questa forma di finanziamento. L’eventuale inadempienza del richiedente porterà come avviene nei finanziamenti tradizionali alla segnalazione alle centrali di rischio.

Chi vuole prestare denaro deve comunque tenere a mente che non è un semplice investimento ma ha una valenza socile in quanto entra a far parte di una comunità dove ci sono soggetti che necessitano di denaro, un pò come chiedere un prestito ad un amico o familiare; inoltre viene adoperata sui rendimenti una ritenuta d’acconto del 12,5% tali redditi vanno poi dichiarati ed in media subiscano una tassazioni del 35%circa, a tal fine viene fornita da Zopa una certificazione fiscale che andrà allegata alla dichiarazione dei redditi.

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