Come si Calcola il Tasso di Usura o di Soglia

Di 26 giugno, 2012, 2:30 pm

A seguito dell’introduzione del decreto sviluppo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 maggio 2011, è stato modificato il meccanismo di calcolo del tasso di usura o soglia applicato dai finanziamenti erogati della banche e finanziarie abilitate a concedere credito.

In precedenza l’art. 2, comma 4 della legge 108/1996 stabiliva che il tasso di soglia si determinava aumentando del 50% il tasso medio globale (TEGM) in vigore al momento per il singolo strumento finanziario.

Dal 14 maggio 2011 (entrata in vigore del decreto sviluppo) il tasso di soglia si ottiene moltiplicando per 1,25 il tasso medio globale, al risultato si sommano 4 punti percentuali.

La differenza tra il tasso di usura ricavato ed il tasso medio non può superare gli 8 punti percentuali, questo rimamene l’unico “salvagente” che come vedremo più avanti con un esempio, rimane una condizione molto difficile di verificarsi, pertanto le banche hanno “gioco facile”.

In passato bastava semplicemente moltiplicare per 1,5 il tasso medio (TEGM) si otteneva il valore del limite di soglia oltre il quale si configurava l’usura. Oggi invece con il nuovo sistema di calcolo, leggermente più complicato, gli attori che se ne avvantaggeranno saranno appunto le banche che potranno godere di margini più larghi nella definizione degli interessi passivi da applicare ai vari prodotti finanziari, come vedremo dagli esempi sottostanti:

ESEMPIO 1:

Mutuo tasso fisso valore TEGM pari a 7%.

Vecchio calcolo: 7 x 1,5 = 10,5 %  (tasso di usura)

Nuovo calcolo: (7 x 1,25) + 4 = 12.75% (tasso di usura)

Ricapitolando si ha con il vecchio metodo di rilevamento un valore del tasso di usura pari al 10,5% con il nuovo decreto sviluppo il tasso di usura del’esempio riportato sopra è pari a 12,75% con una differenza di 2,25 punti base.

Questo significa che per un finanziamento che ha il TEGM pari a 7% l’istituto erogante può spingersi fino al 12,75% per non incorrere nel reato di usura quanto prima la soglia era del 10,5%.

Prima abbiamo accennato al fatto che il nuovo provvedimento prevede un paletto al tasso di soglia: la differenza tra il tasso di usura e il TEGM non deve superare gli otto punti percentuali. Facendo due calcoli salta subito all’occhio che tale blocco a favore dei consumatori scatto solo per quei prodotti avente un TEGM superiore al 16%.

ESEMPIO 2:

Carta revolving valore TEGM pari a 18,5%.

Vecchio calcolo 18,5 x 1.5 = 27,75%

Nuovo calcolo 18,5 + 8 = 26.5

In questo caso il nuovo calcolo stabilito dal decreto sviluppo avvantaggia i consumatori di 1,25% per quanto riguarda l’esempio riportato.

Tuttavia va considerato che quasi tutti i prodotti hanno un valore TEGM più basso del 16% (almeno per quanto riguarda i valori anno 2012, ad eccezione del credito revolving).

Pertanto la limitazione dei 8 punti percentuali non trova adesso applicazione, mentre al contrario come visto per l’esempio nr. 1 è aumentata la forbice per la determinazione del tasso di usura, a favore degli istituto di credito e delle finanziarie abilitate ad erogare credito.

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